Spiraglio

Franco Fossa

Audiodescrizione dell’opera

Immagini dell’opera

  • Franco Fossa, Spiraglio, 1992, bronzo, 42x42x6 cm

Video in lingua dei segni italiana (LIS)

Descrizione dell’opera

Franco Fossa nasce a Milano nel 1924 e muore nel 2010. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e insegna alla Scuola Superiore d’Arte al Castello Sforzesco di Milano e all’Umanitaria, storico ente formativo di Milano. Nel 1961 vince a Verona il primo premio per il progetto di un monumento dedicato all’Unità d’Italia, realizzato nel 1965 in Piazza Vittorio Veneto.

Si ispira ad artisti come Hans Arp, Henry Moore, Constantin Brancusi, Alberto Giacometti e Auguste Rodin.
Il suo linguaggio è fortemente espressionista: nelle sue opere traduce il desiderio dell’uomo di realizzare un’unione tra sé stesso e il mondo ed emergere dai luoghi quotidiani che lo fanno sentire invisibile e solo. Un altro tratto distintivo del suo lavoro è anche associare le figure al contesto storico.

Per creare le sculture si serve di materiali come gesso, cera, legno e bronzo. Le sue sculture spingono a interrogarsi su di sé e sugli altri, esplorando gli aspetti più dolorosi dell’esperienza umana, come la fatica di vivere, la solitudine, l’abbandono e la morte.

Il labirinto, che compare spesso nelle sue opere, diventa la metafora di un percorso: un cammino con una partenza e un arrivo incerto, proprio come la vita. Il piacere di avventurarsi e la consapevolezza del rischio di perdersi sono presenti come due aspetti della stessa esperienza.

L’artista ci invita a riflettere su quanto l’essere umano sia oppresso dal ritmo quotidiano e reso insicuro delle proprie convinzioni. Provare a esprimersi significa correre il rischio di non essere compresi; tuttavia, non farlo, significa rinunciare alla propria libertà.

Nell’opera Spiraglio l’uomo, che soffre nello spazio stretto in cui si trova, non ha altra scelta se non quella di incamminarsi lentamente verso una via d’uscita. È possibile avvertire il senso di tensione, di paura e di rigidità che trasmette la visione della piccola figura. La lavorazione dell’opera è rozza, ruvida, nervosa. Tutto l’insieme trasmette l’idea del cammino in un territorio inospitale e arido.

La sua ricerca è influenzata dal pensiero dell’Esistenzialismo, quando nel dopoguerra molti intellettuali hanno iniziato a interrogarsi sui temi dell’esistenza umana. Così, l’uomo diventa un terreno di indagine e l’arte è lo strumento di ricerca.

Quando si osservano le opere di Fossa si percepisce una sensazione di angoscia e l’ambiente in cui colloca le sue figure, diventa un luogo di vita, di sosta, di attesa, di speranza.

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